Scanner, cosa c’è da sapere

Non servono particolari conoscenze per saper utilizzare uno scanner, un apparecchio che nel tempo ha subito sostanziali trasformazioni sia nella variante multiuso dove convive con altre funzioni di stampa e fotocopia, sia da ‘single’, essendosi specializzato in varie branche operative, dalla grafica all’editoria, dall’arte alla fotografia ma, più in generale, in ogni ambito lavorativo. Grazie alla sua utilità e alla facilità d’uso, lo scanner è diventato uno strumento popolare e diffuso in ogni settore sia hobbistico che professionale, complici i prezzi abbordabili e la versatilità di queste macchine in grado di digitalizzare ogni tipo di documento e di immagine, salvandolo in file di formati diversi, dal jpeg al pdf, che ne consentono l’archiviazione, la modifica e la memorizzazione per utilizzi futuri.

Non più carta, ma archivi digitali in grado di garantire ai file una durata illimitata e una fruibilità a 360 gradi dopo il salvataggio sul pc o su supporti come cd o dvd.  Senza addentrarsi in inutili tecnicismi, basta dire che ogni scanner, a seconda del livello tecnologico, è comunque gestibile con semplicità, basta apprenderne le modalità operative per ottenere il meglio dal dispositivo, soprattutto in termini di risoluzione grafica. Per ottenere immagini di qualità serve conoscere almeno i valori della migliore risoluzione, che cambiano se il file è destinato alla stampa o alla semplice archiviazione digitale. Ogni scanner è provvisto di sensori ottici, che reagiscono alla luce e in base a un’azione convertitrice trasformano il dato cartaceo in file digitale. La qualità delle componenti dello scanner influisce sulla resa finale, non sempre le notizie costitutive dell’apparecchio sono facilmente reperibili, per informazioni più approfondite si può chiedere un consulto all’esercente se l’acquisto è fisico o contattare direttamente la casa madre se si compra online.

Le caratteristiche dello scanner devono essere rispondenti all’attività che si svolge, ad esempio se si lavora in ambito fotografico si dovrà optare necessariamente per scanner in grado di garantire un’alta risoluzione per immagini di qualità. Per verificare questo valore si dovrà attenzionare la sigla Dpi, acronimo di ‘dot per inch’ per indicare la risoluzione dell’immagine, più alto è il valore e migliore è la resa visiva. Diverso il discorso se si lavora con testi in bianco e nero, in tal caso sarà sufficiente uno scanner monocromatico a più bassa risoluzione. Tutto sull’argomento in questo portale web sugli scanner.